Convegno nazionale alla domus mariae di roma




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CONVEGNO NAZIONALE ALLA DOMUS MARIAE DI ROMA

La consulta nazionale antiusura

incontra gli uffici CEI

  “Famiglia-Usura-Sovraindebitamento.

La Chiesa italiana s’interroga”



 

Il 10 e 11 aprile 2002 si è tenuto in Roma nella Domus Mariae, promosso e organizzato dalla Consulta nazionale Antiusura – onlus, il convegno sul tema “Famiglia – Usura – Sovraindebitamento. La Chiesa italiana s’interroga”.

L’incontro, che è stato introdotto da mons. Alberto D'Urso, segretario nazionale della Consulta ed ha visto la partecipazione attiva dei presidenti delle Fondazioni Antiusura operanti in Italia, ha preso avvio dalla presentazione dei risultati di un’inchiesta su famiglia e usura condotta dal sociologo Maurizio Fiasco in collaborazione con tutte le Fondazioni italiane, che hanno raccolto i risultati del loro decennale impegno.

Scopo del convegno è stato quello di ricercare una strategia comune fra gli organismi ecclesiali interessati in qualche maniera al fenomeno, in materia di orientamenti pastorali, ma anche fra tutti coloro che operano nel campo del sostegno alle famiglie sovraindebitate, in vista della nuova emananda normativa di legge.

Nella sua prolusione mons. D’Urso, dopo aver dato atto della sensibilità che è propria di tutte le Fondazioni che si riconoscono nella Consulta e vivono il servizio quotidiano degli ascolti delle persone e delle famiglie indebitate che chiedono di essere consigliate ed aiutate, ha evidenziato che proprio l’esperienza degli ascolti ha portato a rilevare nella sua gravità la piaga del diffuso indebitamento nelle famiglie italiane.

Ha quindi portato all’attenzione dei presenti il seguente dato: tra il 1998 e il 2001, a fronte di 11.000 richieste pervenute, le Fondazioni hanno assicurato risposte positive in 3.500 casi con una erogazione di 39 milioni e 501 mila euro a favore delle famiglie, grazie ai fondi messi a disposizione dallo Stato (ex art. 15 della legge n.108/96) a fronte dei 58 milioni e 691 mila euro erogati dalla CONFIDI che pure è destinataria del 70% dei fondi statali disponibili. Se il dato economico indica l’efficacia operativa delle Fondazioni, il ricorso crescente delle famiglie ai centri di ascolto si è manifestato come un indice di allarme. E per questo si guarda con estrema attenzione alla proposta di legge sulle procedure per la risoluzione delle situazioni di sovraindebitamento delle famiglie: la legge citata, infatti, recepisce solo parzialmente la emersa necessità di intervenire nell’ambito dell’ indebitamento delle famiglie e solo all’interno dell’ art. 15 sulla prevenzione dell’usura.

Concludendo il suo intervento, mons. D’Urso ha evidenziato che l’ usura non si combatte solo con la legge e che accanto alla promozione della solidarietà e della legalità sono necessarie la prevenzione e l’ accompagnamento delle persone, che vanno rieducate ad una vita sobria e all’ uso responsabile del danaro.



 

Nella sua relazione il prof. Fiasco, premesso che i risultati dell’ inchiesta si fondano sul vasto patrimonio di conoscenze possibili grazie all’ esperienza dei centri di ascolto delle Fondazioni, ha messo in rilievo come nelle condotte che provocano vulnerabilità delle famiglie a entrare in passività gli aspetti materiali-quantitativi si associano a quelli relazionali-comportamentali.

Ha infatti esaminato i casi di passività distinguendoli in tre tipologie di sovraindebitamento:

-                     passivo, legato alle necessità che spingono le famiglie ad indebitarsi (malattie croniche,perdita o mancanza del posto di lavoro, figli o membri della famiglia tossicodipendenti…),

-                     attivo, riferito a chi consapevolmente e coscientemente accumula debiti per motivazioni fondamentalmente riconducibili a consumi e investimenti (piccole aziende familiari, mutui per acquisto prima casa, giochi d’ azzardo, usura …),

-                     differito o annunziato, legato a situazioni che solo apparentemente hanno una sicurezza reddituale, perché questa deriva dal reddito pensionistico del convivente anziano, per sua natura incerto e non durevole (in Italia le famiglie con reddito integrato da quello di un pensionato sono il 60%).

L’indagine è stata condotta sulla scorta di 333 fascicoli-questionari di 27 province (4 del nord, 12 del centro-sud, 12 del sud) relativi all’ attività di 11 Fondazioni.

La stragrande maggioranza delle situazioni hanno riguardato gli interventi indicati all’ art.15 della citata legge 108 (norme contro l’ usura) aventi per scopo esclusivamente la prevenzione dell’ indebitamento usurario. Il fondo è detto, appunto, di prevenzione ed è l’ unico che per le famiglie utilizza somme messe a disposizione dal Ministero del Tesoro.

Per le persone che hanno avuto implicazioni nel mercato illegale del danaro e che non siano soggetti imprenditoriali, non esiste un tipo d’ intervento come quello configurato dall’ art. 14 della citata legge 108/96 sui fondi di solidarietà per le vittime dell’usura. Solo per gli imprenditori indebitati ad usura è possibile, infatti, accedere ad un mutuo senza interessi.

Le famiglie già usurate, e per le quali dunque l’ intervento è riparativo e non più preventivo, sono assistite, ove possibile, dalle Fondazioni, con mezzi loro, senza oneri per lo Stato. Una asimmetria, questa, che da tempo è stata sottolineata e per la quale vi è un’ attenzione, in sede di attività legislativa, sulle misure che valgono a riequilibrarla.

Dall’inchiesta è emerso che le famiglie a reddito fisso sono la popolazione prevalente che si rivolge ai centri di ascolto delle Fondazioni, anche laddove si tratti di piccole imprese; in questi casi, infatti, la contabilità familiare non è separata da quella dell’azienda; è anche emersa la evidenza di una funzione tradizionale della rete familiare quale prima entità cui rivolgersi per trovare una risposta al problema del debito; seguono le banche, gli istituti finanziari, gli usurai: il sovraindebitamento delle famiglie, infatti, costituisce spesso la premessa dell’ usura.

La situazione è oltremodo preoccupante se si considera che a luglio 2001 in Italia 2 milioni e 707 mila famiglie vivevano con un reddito inferiore a quello della soglia di povertà, fissato secondo un parametro internazionale in euro 810, 32 al mese. Il dato corrisponde ad una percentuale del 12,3 % del totale delle famiglie nelle venti regioni italiane, un numero in crescita, dovuto, essenzialmente, a passività da spese per consumo di sussistenza, spesso aggravate dal ricorso all’usura.

Al convegno sono intervenuti oltre ad alcuni direttori degli Uffici CEI: della pastorale del lavoro, don Paolo Tarchi, e della famiglia, dott. Mario Sora; la presidente del Forum delle famiglie, dott.ssa Luisa Santolini, Mons. Montenegro in rappresentanza della Caritas Italiana, il prof. Conso, presidente del Forum permanente delle associazioni antiracket, il dott. Monaco, commissario di Governo antiracket e antiusura, e il sottosegretario agli Interni Mantovano, che ha rilevato come le istituzioni hanno il dovere di creare le condizioni perché il fenomeno non nasca piuttosto che quello di intervenire quando è già in atto ed a tal fine ha evidenziato come sia opportuno puntare sull’educazione dei giovani fin dalla scuola.

Il Santo Padre ha fatto pervenire un proprio messaggio, letto dal presidente della Consulta padre Massimo Rastrelli, che con sentite e toccanti parole ha ripercorso la storia della Consulta ed ha evidenziato l’ attenzione con cui il Papa segue la sua attività, non mancando di rimarcare che era dal 1860 che un Papa non parlava di usura.

L’attenzione all’attività della Consulta, impegnata in particolare a soccorrere le famiglie indebitate, da parte dei vescovi italiani, è stata sottolineata dal Segretario nazionale della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Giuseppe Betori, durante la celebrazione eucaristica.

Al convegno appena concluso ne seguirà un altro in autunno per approfondire le strategie da usare per promuovere una cultura di prevenzione che possa eliminare alla radice la diffusa piaga dell’usura.

Intanto la ricerca sull’indebitamento delle famiglie continuerà attraverso una scheda di cui saranno dotate tutte le Fondazioni antiusura in Italia.

 


BIBLIOGRAFIA

(Curata dal gruppo di studio e ricerca di Campoformido)

Consultare gli aggiornamenti sul sito www.sosazzardo.it

 

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