Una storia irrealistica che nulla ha a che fare con IL titolo




НазваниеUna storia irrealistica che nulla ha a che fare con IL titolo
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Tre gatti e una collina

Una storia irrealistica che nulla ha a che fare con il titolo.


Gabriele Seppi

Smashwords Edition

Copyright 2011 Gabriele Seppi


Smashwords Edition, License Notes

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Sento chiedere insistentemente qualche frase importante di qualche persona importante riguardo questo libro? Eccone tre, fresche fresche di invenzione!


Un'idiozia dalle proporzioni gigantesche.

Qualcuno


Qualcosa che poteva essere tranquillamente evitato.

Qualcun altro


Un delirio assurdo, messo per iscritto.

Anonimo










Indice

Parte Prima

Prologo

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Capitolo 7

Parte Seconda

Capitolo 8

Capitolo 9

Capitolo 10

Capitolo 11

Capitolo 12

Capitolo 13

Capitolo 14

Capitolo 15

Note dell'autore

Ringraziamenti


Tratto da una storia vera. Pffff!


Parte Prima


Prologo


... perché il valore intrinseco della mucca non può essere altro che quello!”

Devo ammettere che non ne sono pienamente convinto...”

Due uomini, vestiti rigorosamente in nero, passeggiavano sulla spiaggia. Non erano agenti federali, e nemmeno gelatai. Erano dei semplicissimi boss mafiosi. E il loro scopo nella vita era... beh, più o meno fare i mafiosi, ma nemmeno loro ne erano certi. Sicuramente però si stavano recando al Più Grande Incontro Annuale di Boss Mafiosi, che si teneva su una spiaggia anonima di una città anonima di uno stato anonimo. O, meglio, un nome questi posti lo avevano, ma a nessuno importava.

C'era chi sosteneva che fare il Più Grande Incontro Annuale di Boss Mafiosi (ok, accorciamo, chiamiamolo PGIABM, che, ad una rapida occhiata, può molto lontanamente assomigliare alla parola pigiama, ma questo non c'entra assolutamente nulla...) non dovesse svolgersi su una spiaggia, per quanto anonima fosse, perché il rischio era troppo alto. Ma poi non veniva mai proposta una località migliore e nulla cambiava, se non il fatto che una certa quantità di ossigeno era stata sprecata per quelle discussioni.

Sei sempre scettico!” rispose il primo boss.

Ma, pensaci, mio caro amico. Come può una mucca volante avere un valore intrinseco come quello?” replicò l'altro.

In quel momento una mucca sfrecciò nella fresca aria mattutina. Il suo corpo sembrava bruciare, nel contrasto con il cielo rosso e il riflesso dal mare. Anzi, a guardare bene, la mucca stava effettivamente bruciando; forse era per quel motivo che sfrecciava a tale velocità, ben al di sopra dei limiti massimi consentiti. Alcuni si chiesero perché non si buttasse in acqua... In effetti, però, non sapendo respirare sott'acqua, non aveva alternative...

Fu proprio guardando quella scena, che il secondo boss credette di avere l'illuminazione, ma poi si rese conto che stava pensando ai gelati di suo cugino gelataio, vestito anche lui rigorosamente in nero.

Una leggenda narra che nel cammino verso il PGIABM ogni boss pensi o discuta con il compagno riguardo il vero valore delle mucche volanti. Solo chi ha il dono di giungere alla comprensione del vero segreto può diventare l'Eletto, il Boss Supremo, l'Irraggiungibile, il Magnifico, l'Inspodestabile, il Lui. In quest'impresa riuscirono in cinque; quattro di loro morirono alla conoscenza di tale verità, il quinto dalle risate.

Ah, le mucche volanti...”

Quanto hai ragione mio buon amico...”


Capitolo 1


Dolore. E tanto. Per il pensiero delle mucche volanti? Forse, ma improbabile. Il collo, la schiena, la testa, le gambe e le spalle dolevano. Le braccia no però. Un momento. Sì, anche quelle facevano male, anche più delle altre parti.

Diamine che volo, amico!” disse una voce.

Eh? Come?” disse un'altra. Aaron si rese conto che questa era la sua.

L'immagine del mondo che lo circondava era ancora sfuocata. Ma decisamente non assomigliava ad una spiaggia.

Le mucche volano?” chiese Aaron.

Hahaha! La botta ti ha dato alla testa? Il tuo cervello è annichilito? Haha!”

Ah, bene, sono tornato alla realtà! Spiagge, boss mafiosi e mucche che volano. No, decisamente non legano...”

Dai, amico, alzati in piedi; e cerca di riconnetterti con il mondo reale. Diavolo, lo sa anche un bambino appena nato che le mucche non volano. Lo fanno solo i cavalli verdi.”

Aaron si impegnò per rendere la sua espressione a metà tra l'idiota e l'incapace, con anche un tocco di disgusto, giusto lì all'angolo della bocca.

Ok, va bene, signor perfettino! Anche gli aerei, i caccia militari, gli elicotteri, le persone sparate dai cannoni e... aspetta, ne manca uno... Ah, già, i cuccioli di cavallo verde!”

Evidentemente l'espressione non aveva sortito l'effetto sperato. Aaron si impegnò ancora di più per raggiungere quello stadio espressivo che più mostrava il suo stato psicologico in quel momento.

Ma non ci riuscì. E allora lasciò perdere.

Che diavolo è successo?” chiese Aaron.

Come? Non ricordi? Abbiamo sconfitto slime, troll e guerrieri alati, abbiamo attraversato lande desolate e ghiacciai, mari e monti, abbiamo finito il boss finale, il livello speciale e quelli segreti; abbiamo sceso le scale e ci siamo ritrovati in un labirinto; lo abbiamo percorso, combattendo contro i tipici mostri a incontro casuale, trovati rigorosamente ognuno dopo ventitré passi. Siamo stati fatti prigionieri dall'orda dei Settecento Mostri Gemelli; purtroppo erano sono trecentodue, e tutti diversi, ma non importa. E quando tutto sembrava perduto siamo miracolosamente riusciti a salvarci dal rogo che ci avevano preparato e ci siamo diretti qui, per poter accedere al Magico Elevatore Fatato, conosciuto anche come Normalissimo Ascensore. Ma proprio all'ultimo gradino di questa scala maledetta sei scivolato e hai battuto la testa. Sei rimasto svenuto per tre giorni.”

Ci pensò su.

Ah, no, si chiamano secondi. Sì, sei rimasto svenuto per tre secondi.”

Aaron si impegnò a ripetere l'espressione precedente.

Sì, ok, forse ho ingigantito un po'. In effetti i mostri gemelli erano solo duecentoottantanove, e ad essere sinceri due si assomigliavano anche. Ma tu non dirglielo, altrimenti si offendono...”

Aaron mantenne l'espressione. Questa volta non intendeva mollare proprio nel momento in cui credeva di potercela fare.

Cosa ti turba, mio nobile amico?”

Il fatto che tutto quello che abbiamo passato si è svolto nello scantinato di un edificio...”

Dettagli...”

Aaron, sempre più sconvolto, cercò di assumere una nuova espressione, come a dire “vabbè, mi adeguo...”. Ovviamente fallì. L'amico riprese.

Orsù, riprendiamo il nostro cammino verso il Magico Elevatore Fatato, conosciuto anche come Normalissimo Ascensore. Sarà una faticaccia!”

E' per caso quello?” chiese Aaron, indicando con un dito una porta a due metri di distanza.

Diavolo, sì! Dove hai imparato questa tecnica?”

Aaron ebbe un nuovo impulso di esprimersi con un'espressione facciale. Abbandonò però l'idea prima di cimentarsi in una nuova sfida che avrebbe sicuramente perso.

Riprendiamo allora il nostro cammino verso l'ignoto!” urlò eccitato lo strano omuncolo che affiancava il nostro eroe.

Sì, ma parla di meno, la testa mi pulsa!”

In effetti la testa di Aaron faceva degli strani movimenti di ingrandimento e rimpicciolimento.

Preoccupante la tua testa, amico.”

Già.” rispose Aaron, senza aver minimamente ascoltato l'affermazione dell'essere al suo fianco.

Si diressero a passo estremamente lento verso le porte dell'ascensore. Questo aprì le porte e si rivolse ai due.

Siete pregati cortesemente di attendere l'arrivo della cabina.”

Ah, però, intelligente la cosa: aprono le porte per darti una differente visione durante l'attesa... Che idiozia!

Pensò Aaron. Si voltò verso il suo compagno.

Senti, sono anni che ci conosciamo, ti ho sempre chiamato nei modi più disparati come ti fa piacere, ma ora non ne posso più. Non mi importa di te, non mi importa di me e nemmeno del Magico Elevatore Intrippato o come diavolo si chiama. Io voglio sapere il tuo nome! Ne va della mia sanità mentale!” gridò.

Te l'ho già detto. E' impronunciabile. Solo a pensarci mi vengono i brividi. Pure i miei genitori, che lo hanno deciso, faticano a pronunciarlo.”

Ah, simpatici. Ma almeno puoi scrivermelo? Così forse mi faccio un'idea...”

L'amico chiuse a mano le porte dell'ascensore, estrasse una fiamma ossidrica dal taschino, la accese e cominciò a incidere il metallo delle porte.

Bastava che mi chiedessi carta e penna...” disse Aaron.

Troppo normale. Così è mille volte più divertente!” rispose ridendo, mentre continuava con la sua opera. Terminato, soffiò per spegnere le ultime fiammelle di metallo fuso e si spostò per dare la possibilità ad Aaron di leggere.

BLA?!? Ma che cavolo di nome è? E poi come fai a dire che non riesci a pronunciarlo?”

Wow! Quella botta alla testa deve averti regalato strani superpoteri! Io non ci sono mai riuscito, neppure in cento tentativi! Boollea...” provò a dire, strizzando gli occhi, come se non riuscisse a mettere a fuoco le lettere cubitali incise nel metallo. “Bah, ci rinuncio. Piuttosto uso il mio soprannome.”

E sarebbe?” chiese, perplesso e al tempo stesso preoccupato, Aaron. Non ne era mai stato a conoscenza.

Fla.”

Uuuuhh! Questo sì che è differente dal nome originale... Sicuramente molto più semplice da pronunciare...”

Beh, sai, questo è il mio soprannome per le occasioni formali. Feste, cerimonie, robaccia del genere, capisci cosa intendo?”

Sì sì.” rispose Aaron, senza un minimo di convinzione.

Per gli amici sono semplicemente Hisdufakgnorhd P.”

Ah, sì, certo. Eh, infatti, mi pareva... Questo sì che è immediato. Guarda, lo tieni a mente proprio così!” e fece schioccare le dita, per spigare visivamente la sua idea.

Già, lo penso anch'io...”


L'ascensore li degnò nuovamente della sua presenza.

La gentile clientela è pregata di premere il bottone sul muro, dal momento che la cabina è arrivata proprio in questo momento. Grazie per usufruire del servizio Magico Elevatore Fatato, conosciuto anche come Normalissimo Ascensore. Buona giornata!”

Aaron premette il pulsante e le porte si aprirono, lasciando spazio ad una cabina azzurrognola, di forma ovoidale.

Figata! E' la prima cabina a struttura energetica che vedo! E' a geometria variabile, sai?” disse, esaltatissimo, Bla (o Fla o Hisdufakgnorhd P).

Ovvio.” rispose Aaron, non avendo capito una parola. “Certo che il fatto di premere il pulsante quando ormai l'ascensore è arrivato non ha scopo, soprattutto se serve per aprire le porte... Se noi non le avessimo chiuse che sarebbe successo?” pensò a voce alta Aaron.

Magari non dovevamo premere il bottone, no? Vedi allora che è servito incidere il nome con la fiamma ossidrica? Altro che carta e penna...”

Sì, vabbè, ok, tu premi il pulsante per il piano giusto, d'accordo?” rispose Aaron, appoggiandosi ad una parete.

Bello, queste pareti curve sono estremamente scomode!

Pulsante? Piano? Giusto? PREMERE?!? Ma di cosa diavolo parli?” chiese, come impazzito, Bla.

Aaron chiuse gli occhi, cercando di mantenere la calma.

Guarda, ti spiego. Un ascensore porta le persone su e giù senza che esse debbano usare le scale. Molta energia elettrica sprecata, inquinamento alle stelle, ma nessuno è stanco. Fin qui mi segui?”

Bla sembrava perplesso. Aaron cominciò a gesticolare ampiamente per spiegare il concetto.

Ora, andando su e giù, possiamo creare varie fermate, ai piani desiderati. E cosa c'è di meglio di una pulsantiera con dei numeri che ci permettono di selezionare il piano desiderato?”

Ora Bla era decisamente perplesso.

Cavolo, non mi sembra difficile!”

Ok, può essere tutto quello che vuoi, ma questo è un Magico Elevatore Fatato, conosciuto anche come Normalissimo Ascensore. Pure versione 2.7 a piegatura J se non sbaglio!”

E da questo?”

Usi la forza della mente e gli dici dove vuoi andare. Vuoi andare su di quindici metri? Pensalo e sarai lì. Vuoi andare alle Hawaii una settimana? Esci da qui e vai in un'agenzia a prenotare la tua vacanza. Non mi pare difficile...”

Aaron si sfregò il mento. Ora era nuovamente lui ad essere perplesso. Perché da quando era rinvenuto tutto sembrava così dannatamente diverso? Decise comunque di provare.

Allora, Bla, di quanto dobbiamo salire o scendere?”

Ah, questo non lo so. Il capo ha detto che aveva una notizia sensazionale e doveva farci vedere una cosa, così ci ha detto di venire nei sotterranei di questo palazzo. Credo che lui abiti qui...”

Nello scantinato?”

No, sicuramente in qualche appartamento nell'edificio...”

E ci ha detto di farci trovare qui nei sotterranei.”

Sì.”

Per mostrarci questa cosa.”

Sì.”

Sai dire qualcos'altro oltre a sì?”

Sì.”

Calò un pesante silenzio imbarazzante.

E ora?” riprese Aaron.

Sì. Cioè, credo che dobbiamo andare nel suo appartamento...”

Già. Però non sappiamo dove sia.”

Hai colto l'essenza, amico.”

Calò nuovamente un pesante silenzio imbarazzante. Dopo svariati minuti in cui non successe assolutamente nulla, Aaron riprese ancora una volta la parola.

Dato che siamo qui a fare niente quando dovremmo scervellarci per trovare una soluzione, che ne dici di un po' di conversazione? Ad esempio, dov'è finita la tua fiamma ossidrica?”

Quale?”

Quella che hai usato per scrivere il tuo nome...”

Ah! Quella! L'ho buttata vicino a quei barili di esplosivo con l'etichetta gigantesca che dice: “Altamente e pericolosamente infiammabile. Evitare SOPRATTUTTO le fiamme ossidriche”.”

Cosa?”

Aaron non ebbe il tempo di ricevere una risposta, perché l'esplosione che ruppe tre timpani di passanti all'esterno della casa sparò a velocità esagerata la cabina verso l'alto. Stranamente, rifletté Aaron mentre veniva schiacciato sempre più contro il pavimento curvo, la sua mente pensava al perché della presenza di tali barili nello scantinato, della presenza di Bla e soprattutto della sua. Il pensiero della morte non lo sfiorò nemmeno; ci aveva provato, per la verità, ma aveva schifosamente fallito.


Ding!

L'ascensore sembrava essersi fermato ad un piano. Le porte si aprirono con un leggero fruscio, lasciando alla vista dei due malcapitati un loft di dimensioni esagerate, probabilmente all'ultimo piano dell'edificio.

Ben arrivati ragazzi miei! Vedo che avete trovato il piano giusto senza difficoltà.” disse un uomo, con un tono di voce tutt'altro che serio.

Eh, già, senza difficoltà.” rispose Aaron, mentre Bla era ancora a terra, contorcendosi dalle risate senza un motivo apparente.

Innanzitutto lasciatevi ringraziare per la vostra tempestività nel recarvi qui... Secondo... beh, andiamo subito al sodo; se volete seguirmi vi mostro subito la Cosa.” disse l'uomo, cominciando a muoversi più o meno a casaccio in cerca di qualcosa.

Ehm, signore, noi saremmo ancora perplessi. Perché tutta questa fretta di convocarci?” chiese rispettosamente Aaron.

Perplessi? Entrambi? A me pare che il tuo collega non lo sia poi così tanto...”

In effetti Bla ancora non aveva deciso di smetterla di ridere come un ossesso; inoltre ora si era pure messo a girare in tondo sdraiato sul pavimento.

Oh, beh, non faccia caso a lui.”

Ok. Dunque... Sì, dicevamo: devo mostrarvi una cosa, è per questo che vi ho convocati. Il problema è che non la trovo... Eppure era qui, da queste parti...” riprese l'uomo, muovendosi nuovamente a casaccio.

E' per caso quella?” chiese Aaron, indicando una mastodontica costruzione in metallo luccicante simile alla cabina dell'ascensore, ma che brillava intensamente di un colore indefinito. Non si poteva sostenere lo sguardo per più di qualche secondo, perché il luccichio rischiava di bruciare la retina.

Certo! Eccola! Come hai fatto? Per caso quel tonfo che ho sentito prima eri tu che scivolavi sull'ultimo gradino e sbattevi la testa? Magari quell'evento ti ha regalato strani superpoteri...”

Oddio, anche questo... Ma si sono messi tutti d'accordo? Una banda di idioti... Come diavolo ho fatto a trovarmi in mezzo a loro?

Pensò Aaron. Dopo qualche istante di assoluto vuoto mentale i pochi neuroni cominciarono a rimettersi in moto.

Ehi, un momento. Come cavolo ha fatto a sentire il mio tonfo e non far caso all'esplosione che ci ha portati fino a qui?

Ma poi decise di non curarsi di quel nuovo, inutile problema senza risposta.

Bla fece capolino da dietro Aaron, silenzioso come un ninja. Aveva smesso di ridere ed ora era serio come mai Aaron lo aveva visto, almeno per quanto ricordava. Sembrava una persona quasi normale.

Sapete di cosa si tratta?” chiese il capo, ammirando quella bellezza metallica. Aveva indossato un paio di occhiali da sole molto scuri, ma probabilmente la sua retina si stava bruciando comunque.

Il Magico Elevatore Fatato chiamato anche Normalissimo Ascensore versione 3.0?” chiese Bla, speranzoso. I suoi occhi luccicavano alla visione. O forse stavano solo lacrimando fortemente a causa del luccichio della macchina.

Ci sei vicino.” rispose il capo. Quello che Aaron e Bla non capirono, però, è che il capo con “vicino” intendeva che il Magico Elevatore e compagnia bella era a fianco di quell'enorme struttura luccicante che brillava sempre più.

Questa è la nuovissima Macchina del Tempo Saltellante, appena uscita dai nostri laboratori super-segreti!”

E Lei la ha qui in casa, possibile di furto.” disse, esterrefatto Aaron.

Certo che sì!” ripose il capo.

Ah...”

Il capo cominciò a sfregarsi le mani, felice come un bambino.

E ci ha chiamati solo per mostrarci questo bestione che non possiamo fissare per non avere danni permanenti alla vista?” chiese Aaron, che cominciava a rendersi conto di quanto fosse iniziata male quella giornata e di come continuasse peggio.

Oh, no, certo che no, ragazzi miei! Vi ho convocato perché voi sarete i primi ad usarla, sarete i miei beta tester personali!”

Cosa?” gridò Aaron, con gli occhi letteralmente fuori dalle orbite. “Noi dobbiamo usare questo aggeggio che non è ancora stato testato?”

A dire la verità questa non è una beta, ma una versione alpha, ancora incompleta...”

Ah, ecco sempre più bello!”

Wow! Mi piace, mi piace, mi piace!” urlò entusiasta Bla.

Prendi esempio dal tuo collega, lui sì che sa mettersi nel giusto ordine di idee!” disse il capo ad Aaron.

Ah, sì, certo. Se tu queste le chiami idee giuste...

Bene, allora, buon viaggio ragazzi!”

No, aspetti!” disse Aaron, decisamente preoccupato. Il capo sembrava voler mettere realmente in pratica quella pazzia. “Non abbiamo ricevuto istruzioni, non abbiamo un addestramento, non siamo equipaggiati e non sappiamo se il funzionamento è sicuro. E così, di punto in bianco dovremmo entrare in quel cassone che ci spedisce chissà dove e chissà quando?” Aaron sembrava piuttosto adirato.

Certo, non vedo dove stia il problema!” rispose il capo.

Neanch'io!” rispose raggiante Bla. Stava saltellando sul posto, impaziente di partire. “Oggi mi sembri strano rispetto al solito, Aaron.”

Ah, e sarei io lo strano?” disse rivolto al suo compagno.

Mossa sbagliata, bello!

Gli disse la mente.

Perché?

Chiese Aaron.

Eh, non te ne fossi accorto, il tuo capo vi sta spingendo verso quel catorcio luccicante mentre eri distratto... Sai a pensarci bene potrei anche andarmene e lasciarti da solo nelle peste.

Non pensarci nemmeno!

Pensò adirato Aaron. Improvvisamente però capì che stava facendo tutto da solo, botta e risposta, senza giungere a nulla e senza opporre resistenza alle spinte del capo, più felice che mai.

Ormai erano di fronte all'enorme struttura, che da vicino sembrava più piccola che da lontano.

Un momento!” gridò disperato Aaron, mentre con un ultima spinta veniva scaraventato all'interno del macchinario. L'aria puzzava di nuovo, quel misto di plastica e metallo che lo aveva sempre disgustato. Come il pollo. Chissà perché associava sempre quell'odore al pollo...

La porta si chiuse con un sibilo macabro, poi degli altoparlanti riprodussero il suono di una porta che veniva chiusa sbattendo, per rendere il tutto più famigliare.

Aaron si scagliò con tutto il peso contro la porta, tirando calci e pugni, gridando di lasciarli liberi.

Una voce metallica uscì dagli altoparlanti prima usati per il rumore della porta che sbatteva. Il suono era meravigliosamente quadrifonico, sfruttava infatti la tecnologia DTS, per un coinvolgimento totale nell'home theatre personale. Peccato che quella non fosse l'occasione adatta. “Il signore che sta picchiando ripetutamente la testa contro la porta è pregato di smettere per due importanti motivi: potrebbe farsi male e potrebbe irrimediabilmente danneggiare la porta.”

E sai che me ne importa se danneggio la porta!

Pensò Aaron.

Inoltre, se il signore che insistentemente continua a picchiare la testa contro la porta la smettesse e si preparasse, potrei descrivervi la destinazione.”

Aaron smise immediatamente. Invocò lo sguardo più truce che conoscesse, senza rivolgerlo a nessuno in particolare, ed attese la dura sentenza.

Ebbene sia, codardo vociare metallico proveniente da cotali altoparlanti malefici, dicci dove stai per spedirci, e forse ti risparmierò la vita.

Voi...” iniziò la voce, “...verrete...”

Sì?” chiese impaziente Aaron.

Sì?” chiese impaziente, ma per tutt'altro motivo, Bla.

...mandati...”

Eddai...”

...in un posto...”

Aaron rese la sua espressione ancora più truce.

...indietro nel tempo, senza un motivo apparente né uno nascosto, per mio puro divertimento; combatterete draghi, leoni e cavalieri, verrete quasi catturati, poi verrete catturati per finta e infine catturati per davvero.” Queste ultime parole vennero pronunciate ad una velocità impressionante.

Ma sempre indietro nel tempo? Che noia, perché non ce ne possiamo andare nel futuro?” chiese Bla, sbuffando.

Perché non avrebbe scopo e a me non procurerebbe alcun divertimento!”

Uffa, allora non ne ho voglia...” replicò sconsolato Bla.

Aaron lo squadrò con un'espressione meravigliata. Quella frase aveva qualche parvenza di intelligenza, un qualcosa che in quella giornata ancora non si era manifestato.

Troppo tardi!” disse la voce metallica, ed aggiunse una grassa risata sadica, senza però l'effetto metallico.

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